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MICROPLASTICHE E INQUINAMENTO

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Le microplastiche sono particelle di materiale plastico aventi lunghezza inferiore ai 5 mm: non sono solo il risultato della degradazione di elementi plastici più grandi ma vengono generate anche durante molti processi industriali e rappresentano uno dei prodotti di scarto e una conseguenza inevitabile dei processi di riciclo non solo della plastica ma anche della carta, del vetro e dei tessuti sintetici. Anche le nostre lavatrici domestiche contribuiscono a questo tipo di inquinamento poiché durante il lavaggio molte fibre vengono disperse e riversate assieme all’acqua negli scarichi. 

Mentre i lavaggi domestici e industriali non sono processi evitabili ma piuttosto migliorabili, uno degli argomenti ecologici di cui si parla già è l’upcycling, il riciclo è già cosa antica. 

Upcycling ovvero conversione (creativa) di materiale di scarto: come con gli avanzi di cucina si può reinventare un piatto gourmet altrettanto si può fare con ogni oggetto e prodotto arrivato per qualcuno alla fine della sua vita utile. 

 I bancali diventano così mobili da giardino, banconi di bar, fioriere, steccati o portaspezie prima di diventare legna per il fuoco. 

Una bici arrugginita diviene un pezzo di arredamento al pari del frontale di un’auto storica incidentata mentre le sue poltrone e divanetto possono essere reinventate come sedute domestiche. E il motore? Il monoblocco è la base perfetta per un tavolino con ripiano di cristallo della sala di attesa di un’officina, perché no!

Case study: L' upcycling riciclo intelligente per nuove tendenze

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Già da molti anni, ad esempio il carcere di Venezia si è attivato in questa direzione e trasforma i teli in PVC (materiale composito di difficile se non impossibile riciclo ma molto utilizzati per la decorazione dei palazzi veneziani e del Lido durante le mostre più prestigiose) in borse e accessori moda che vende con il suo brand Malefatte Venezia. 

L’idea non è originale in quanto Freitag convertiva da tempo prima i teli in PVC esausti provenienti dal trasporto su gomma in borse e accessori.  

Il plus veneziano è di aggiungere umanità e un’attività socialmente apprezzabile poiché intende aiutare i carcerati a reinserirsi nel mondo reale. 

I tessuti si prestano molto bene alla conversione creativa: si pensi che alcuni brand già da qualche anno non inviano più al macero l’eccedenza di produzione dei tessuti ma vengono destinati all’upcycling per farli diventare rivestimenti di arredo, parati e addirittura materiale fonoassorbente.  


Brand revolution verso un sano riciclo!blog_upcycling_img2

L’attenzione nei confronti di questo nuovo trend è tale che nel corso dell’edizione del 2018 della Design Week (Fuorisalone) di Milano ben 7 designer hanno presentato delle creazioni originali con tessuti esausti. 

Anche gli stilisti più quotati come Valentino e Givenchy presentano in pompa magna tessuti raffinati e durevoli per un look glorioso, sofisticato e raffinato come non mai.  

La sensibilità alle tematiche ambientali non si deve quindi limitare al pensiero di riciclare montagne di indumenti usa-e-getta - atteggiamento spensierato che aiuta unicamente ad alleggerire la coscienza – ma ad acquistare dei capi di abbigliamento belli, di qualità e durevoli. 

Anche Dedar nelle loro proposte di arredo e decorazione di interni condividono quest’idea di look glorioso con tessuti morbidi, sedute dallo stile classico, un insieme di serietà e romanticismo.

  


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